Olio Meliddu: extra vergine d'oliva Biologico e DOP Sardegna

La varietà delle cultivar di olive in Sardegna

In botanica col termine cultivar si intende il sistema di classificazione usato per designare le diverse varietà ottenute da una pianta coltivata.

È la contrazione delle parole inglesi "culti(vated) var(iety)", a sua volta calco del latino "varietas culta"; è stato adottato ufficialmente durante il XIII Congresso di orticultura tenutosi a Londra nel 1952 per distinguere le varietà coltivate da quelle ottenute da piante allo stato spontaneo.

La maggior parte delle cultivar deriva da incroci operati dai coltivatori e dagli orticoltori che, nei secoli, hanno selezionato le piante in modo da esaltarne i caratteri ritenuti importanti quali il colore, le dimensioni, la produttività o la resistenza alle malattie.

Varietà sarde

In Sardegna sono presenti numerose varietà d’olive.
Le cultivar più importanti sono: la Bosana, la Pizz'e carroga, la Tonda di Cagliari , la Nera di Gonnos e la Semidana. Ognuna di queste varietà è presente per lo più in un territorio e ha della caratteristiche che la distinguono dalle altre.

La Bosana è coltivata soprattutto nel Sassarese e nella Nurra, ed è la più diffusa nell'Isola. L'impiego ordinario è nell'industria olearia, ma viene impiegata anche come oliva nera da tavola.
Ha una maturazione medio-tardiva, la drupa è piccola (circa 2,5 grammi), è di forma obovata e i suoi pregi particolari sono l'elevata produttività e la buona resa in olio.

La varietà Semidana è stata rivalutata solo di recente; presente soprattutto nella zona di Oristano. È di colore rosso, dalla forma ovoidale ed è leggermente asimmetrica.
Ha un’elevata fertilità ed è abbastanza costante nella produzione. L’olio che si ottiene si caratterizza per il suo fruttato intenso e ha un gusto mediamente amaro e piccante.

La Pizz'e Carroga è presente in tutta l'Isola. L'impiego ordinario è nell'industria olearia, ma è poco adatta alla lavorazione come oliva da mensa perché le drupe sono sensibili alle manipolazioni. Ha una maturazione precoce, la drupa è asimmetrica e di circa 5 grammi, ha l'apice tipicamente acuminato e una resa in polpa dell’81%.
Purtroppo è particolarmente sensibile alla mosca olearia per la sua pezzatura e precocità.

La Terza grande è diffusa nei territori di Villacidro, Gonnosfanadiga, Paulilatino; si impiega nell’industria olearia, ha una drupa di medie dimensioni (4,5 grammi), e una resa in polpa del 75 %. Ha una maturazione tardiva ma ha il pregio della rusticità.

La Tonda di Cagliari è diffusa nel Campidano di Cagliari e nell'Oristanese. È apprezzata sia come oliva da olio sia come oliva da mensa, la drupa è di circa 5 grammi e ha forma ellittica, con una maturazione intermedia; ha un’ottima resa in olio, generalmente di altà qualità, e una buona resistenza alle manipolazioni meccaniche.

La Nera di Gonnos è diffusa nei territori del Guspinese-Villacidrese e di Sant'Andrea Frius.
E' la varietà a duplice attitudine per eccellenza, per la buona resa in olio e per la morfologia della drupa. Fra i suoi pregi va segnalata la buona resa in olio, la resistenza alle manipolazioni meccaniche, l'elevato rapporto polpa-nòcciolo e la facilità di distacco della polpa.
La drupa è grande, 5-5,5 grammi, di forma ellitica, con resa in polpa del 85%, la maturazione intermedia.

L'Olia Niedda è diffusa nel territorio di Oliena, ma potrebbe identificarsi con le cultivar Paschixedda e Nera di Villacidro.
E'adatta anche per la lavorazione come oliva da mensa in nero.
Fra i suoi pregi va segnalata l'ottima resa in olio, spesso di alta qualità. La drupa è piccola, 3,3 grammi, di forma asimmetrica, e la maturazione è tardiva.

Cultivar minori

In Sardegna esistono anche delle varietà e degli ecotipi di diffusione limitata e d'interesse locale più o meno rilevante. Ecco un elenco:

Cerexia, Confetto, Cornetti, Corsicana, Majorca, Paschixedda, Pezz'e Quaddu, Sivigliana sarda, Terza piccola, Oliastrina, Olieddu, Pizzuda.